Rocca delle Caminate
Provincia di Forlì-Cesena Emilia-Romagna Italy
castle, chateau
Rocca delle Caminate
Provincia di Forlì-Cesena Emilia-Romagna Italy
castle, chateau
Rocca delle Caminate over the centuries
Studies carried out over the years place the origins of Rocca delle Caminate around the year 1000
La Rocca delle Caminate è un castello situato su una collina, a 356 metri di altitudine, nel comune di Meldola, a 4 km di distanza da Predappio e a 16 da Forlì
Previous names
Rocca delle Caminate, Rocca delle Caminate
Description
Rocca delle Caminate over the centuries
Studies carried out over the years place the origins of Rocca delle Caminate around the year 1000. The castle may have been built on a pre-existing village or Roman fortress site. Several hypotheses have been made on the origin of its name: one links it to a wall walk (“camminata”) behind the crenellations, while another refers to the existence of rooms equipped with fireplaces (“camini”). The most evocative one would connect the origin of the name to the existence of furnaces with their own chimneys (“camini”), used in the surrounding area to produce building lime from local limestone rock called “spungone”. Be it as it may, the name “Rigone Caminate” appears in official acts as early as 1177.
Due to its strategic position overlooking the valleys of the Rabbi and Bidente rivers, and the military function one can glean from its original design, the castle has had a troubled history, involving important Italian families, such as the Belmonti, Ordelaffi, Malatesta, Borghese-Aldobrandini and Doria Pamphili. The latter family rented out (or granted in emphyteusis) the castle to the Baccarini family of Forlì in 1834. The Dalle Vacche family of Forlì were its last owners: in 1870, to conclude the long cycle of destruction and reconstruction, a violent earthquake struck the Romagna region and the building was badly damaged. After fifty years left to itself, the castle was reduced to little more than a pile of rubble.
https://www.roccadellecaminate.com
La Rocca delle Caminate è un castello situato su una collina, a 356 metri di altitudine, nel comune di Meldola, a 4 km di distanza da Predappio e a 16 da Forlì. La sua fama deriva dal fatto di essere stata residenza estiva di Benito Mussolini negli anni trenta.
Probabilmente eretta sui resti di un fortilizio romano, le prime attestazioni del Castrum Caminate, nominato anche Caminatari o Montis Tetti sono del 997 quando risultava soggetto ad Ambrone delle Caminate. Nel 1120 era in possesso dei Belmonti i quali, ribellatisi all'autorità imperiale, furono costretti a fuggire quando Corrado II venne a distruggere il castello. Ricostruito l'anno seguente da Guglielmo Belmonti, fu nuovamente preso e distrutto dai forlivesi nel 1212. L'anno successivo, gli stessi forlivesi provvidero a ricostruirlo. Rinaldo Belmonte riuscì ad approfittare di una situazione favorevole, e riuscì a riconquistarlo nel 1235.
Non potendo tollerare tale oltraggio, una successiva spedizione di forlivesi, aiutati da faentini, portò alla conquista e all'ennesima distruzione della rocca. Nuovamente ricostruito nel 1248, il castello fu, nel 1380, affidato a Sinibaldo Ordelaffi che ne fece migliorare le fortificazioni. Così, nel 1387, Sinibaldo riuscì a resistere all'attacco portato da Giovanni Ordelaffi che aveva intenzione di spodestare il proprio fratello dalla signoria di Forlì.
Ritornato ancora in possesso dei Belmonti, nel 1395 fu assediato da Francesco Ordelaffi che riuscì a espugnarlo. Nel 1407 ne era proprietario il Comune di Forlì il quale lo perse per opera dei Malatesta e da questi fu reso ai Belmonti; Belmonte Belmonti lo restituì nuovamente ai Malatesta che nel 1417 lo cedettero a Carlo di Montealboddo.
Nel 1424, per ordine dei Visconti, Angelo della Pergola riuscì a occupare la rocca, ma per breve periodo, perché già nel 1433 le fonti descrivono come la fortezza fosse proprietà di Antonio Ordelaffi. Nel 1435 l'Ordelaffi ne perdeva il possesso nuovamente per mano di Angelo della Pergola, assoldato direttamente dalla Santa Sede. Lo Stato Pontificio decise di affidarlo ai Belmonti i quali però la persero nel giro di breve tempo per opera dei forlivesi che, nel 1438, a loro volta la persero per opera di Roberto Malatesta. Passò quindi nel 1441 a Domenico Malatesta e nel 1468 a Pino III Ordelaffi che decise di raderla al suolo. Passata sotto dominio francese nel 1494, ne fu di seguito decisa la riedificazione e i Forlivesi la tennero fino al 1503, anno durante il quale fu conquistato da Venezia.
Il dominio veneziano non fu mai accettato di buon grado da nessuna delle parti che lottavano per il suo possesso e nel 1508 passò definitivamente sotto la sovranità della Santa Sede che la affidò ai conti Pio di Carpi. A fine Cinquecento la rocca fu possesso degli Aldobrandini, Pamphili per essere poi, a fine ottocento, proprietà, per enfiteusi, della famiglia Baccarini di Forlì. Una forte scossa di terremoto nel 1870 la danneggiò gravemente mentre l'incuria e l'abbandono dei 50 anni successivi ne peggiorarono le condizioni.
Negli anni fra il 1924 e il 1927, la rocca fu oggetto di un radicale restauro finanziato da un prestito littorio, ovvero una sottoscrizione indetta fra i cittadini della Romagna, per poi essere donata a Benito Mussolini che la elesse sua residenza estiva. Sulla torre, riedificata, venne installato un faro che emetteva un fascio di luce tricolore con una potenza di 8000 candele, visibile a oltre 60 km di distanza, a indicare la presenza del Duce all'interno della rocca.
Il 28 settembre 1943, a Rocca delle Caminate si tenne, presieduto da Mussolini, il primo consiglio dei ministri di quella che sarà la Repubblica Sociale Italiana, per nominare i responsabili del nuovo governo repubblicano fascista. Durante tale periodo fu luogo di torture verso i partigiani fra i quali Antonio Carini (detto Orsi), ucciso nei pressi della Rocca il 13 marzo 1944.
Della fortezza originaria databile all'XI secolo non restano che le fondamenta e qualche muro, mentre della fortezza ricostruita dai forlivesi all'inizio del Cinquecento restano i bastioni e alcuni camminamenti. La riedificazione voluta negli anni venti, avvenuta secondo i criterii e le linee correnti all'epoca, ne ha parzialmente stravolto la struttura originaria che comunque manteneva anche dopo i danni arrecati dal terremoto.
Dopo la Guerra, gli arredi sono stati esportati; la scrivania che fu di Mussolini è oggi nell'ufficio del sindaco di Predappio.
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