Rocca di Cerbaia
Province of Prato Tuscany Italy
castle, chateau
Rocca di Cerbaia
Province of Prato Tuscany Italy
castle, chateau
On a hill in the Val di Bisenzio, between Usella and Carmignanello in the municipality of Cantagallo, sits the imposing Rocca di Cerbaia, whose name comes from the presence of deer, or cervi, in the area
La Rocca di Cerbaia è un castello, oggi in rovina, che sorge a 400 metri di altezza su un colle dominante il fiume Bisenzio, in località Carmignanello, nel comune di Cantagallo, in provincia di Prato
Previous names
Rocca di Cerbaia, Rocca di Cerbaia
Description
On a hill in the Val di Bisenzio, between Usella and Carmignanello in the municipality of Cantagallo, sits the imposing Rocca di Cerbaia, whose name comes from the presence of deer, or cervi, in the area.
Its origins probably date to the 12th century: the tower was given by Federico Barbarossa to the Alberti counts, who made it the cornerstone of their defenses along the road leading to Lombardy.
Between the 12th and 13th centuries, the Rocca, or fortress, was used by the Rabbiosi counts as a bastion during the conflict for control of the territory against the Republic of Prato. The result of the fighting was the elimination of the feudal system in this area and the gradual distancing of the Alberti from Prato and the Val di Bisenzio.
The fortress was not only a tool for war, however, but it was also where the noblewoman Cunizza da Romano lived, who Dante wrote about in his Divine Comedy. She spent her final years recounting the memories of her adventurous life. According to an old myth, it is said that Dante Alighieri, fleeing Florence in 1285, arrived one cold night at the castle seeking refuge, but was denied entry.
The fortress, made from unevenly set local sandstone, still retains its two perimeter walls: the first lower-lying wall includes a doorway that leads to the remains of a medieval apsidal chapel, whereas the other wall features a barrel-covered tank and service rooms. The remains of a tap are found in the central core.
The last Count of Cerbaia was Niccolò d'Aghinolfo, who the Florentine Republic paid 6,200 gold fiorini to for the fortress. In the 15th century, it was almost knocked down, but in 1512, the podestà in Prato used it again to defend the city from Spanish troops. It was handed over to the local, noble Novellucci family in the 17th century, becoming part of their Gricignana estate, before it was purchased by the Edlmanns in the 19th century. Today, it is owned by the municipality of Cantagallo.
La Rocca di Cerbaia è un castello, oggi in rovina, che sorge a 400 metri di altezza su un colle dominante il fiume Bisenzio, in località Carmignanello, nel comune di Cantagallo, in provincia di Prato.
Storia
La rocca fu probabilmente edificata agli inizi del XII secolo a guardia della "strada di Lombardia" e fu la dimora dei Conti Alberti, a quali venne concessa nel 1164 dall'imperatore Federico Barbarossa.
Nel XIII secolo, il maniero fu uno dei capisaldi della lotta tra il potere feudale albertesco e il nascente comune di Prato.
Qui Adelaide degli Alberti incontrò il suo sposo Ezzelino II da Romano. Una loro figlia, Cunizza da Romano (di cui parla Dante Alighieri nel Paradiso), dalla movimentata vita amorosa, vi visse in età matura; nel 1278 redasse il proprio testamento in questo luogo, dopodiché non si ebbero più sue notizie. È probabile che lei sia morta nella Rocca e che sia stata sepolta nel cimitero attiguo.
Nel 1361 Niccolò Aghinolfo degli Alberti fu l'ultimo conte di Cerbaia; in quell'anno infatti la rocca fu venduta al comune di Firenze, che prima la fortificò e subito dopo vi insediò un presidio militare, smobilitato nel corso del Quattrocento. In seguito la rocca perse gradualmente di importanza e nel XVII secolo divenne la residenza della famiglia Novellucci per poi passare, nel XIX secolo, alla famiglia Eldmann.
Alla fine del XX secolo la rocca è stata acquistata dal comune di Cantagallo che ne ha promosso il restauro e la valorizzazione.
La mancata accoglienza di Dante
Della Rocca di Cerbaia parla Dante Alighieri nel XXXII canto dell'Inferno (vv.40-60) quando narra la vicenda dei fratelli Napoleone e Alessandro degli Alberti, figli del conte Alberto degli Alberti. I due fratelli si uccisero a vicenda per questioni di eredità e per questo vengono confinati nella Caina, nel girone dove si trovano i traditori dei propri parenti. Dante racconta anche la vicenda del figlio di Napoleone, Alberto II, il quale assassinò il cugino Orso e la loro vicenda è descritta nel VI canto del Purgatorio (vv.19-21).
Una leggenda nata a Firenze, intorno al XV secolo, racconta che il poeta in una nevosa notte dell'inverno del 1285 si trovava in viaggio verso Bologna e giunto alla rocca chiese ospitalità per una notte ai conti Alberti ma loro gliela rifiutarono e così il poeta dovette riparare nella capanna di un pastore posta più a valle; la leggenda identifica questa casa con quella ancora oggi esistente, ma diroccata, posta ai piedi della rocca.
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I ruderi del castello
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